Proprietà della tomba e diritto di sepoltura
Alla morte della madre il fratello chiede e ottiene la voltura della concessione cimiteriale sulla base di un testamento olografo nel quale la madre lo nomina erede universale senza dare indicazioni su chi dovesse essere escluso da quella cappella.
Nella cappella risultano tumulati i genitori e gli zii di entrambi e da piu di 50 anni una figlia della sorella cioè una nipote dell’attuale titolare della concessione.
La mia domanda è questa può il fratello escludere la sorella dal diritto alla sepoltura in quella cappella che di fatto presenta gli estremi di una cappella di famiglia?
Privato









Come chiarito nella risposta precedente il nonno ha fondato il sepolcro per se e la sua famiglia.
Se dal matrimonio fra il nonno e la nonna sono nati dei figli di cui sua madre fa parte, non ci sono dubbi che questa abbiano diritto di sepoltura perche’ il contratto di concessione rimane sempre uguale, chiunque subentri.
Se lo zio era nato al momento del matrimonio fra nonno e nonna , acquista automaticamente il diritto di sepoltura, facendo parte della famiglia. Se fosse nato dopo che fra nonno e nonna vi fosse stata una separazione, non fa parte della famiglia ed e’ solo un erede, per cui non ha diritto di seppellirsi nella tomba finche’ la famiglia non si estingue e solo nei posti vuoti.
La tomba nasce e rimane come tomba della famiglia xx a prescindere dalla proprieta’ immobiliare, a meno che la famiglia non si estingua, diventi da familiare ad ereditaria, e l’erede può intestarsela.
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LikeDislikeMio zio ha richiesto la voltura della concessione sulla base di un testamento olografo in cui mia nonna lo nomina erede universale.
Preciso che il fondatore della cappella non aveva legami di sangue con mio zio: era infatti il marito di mia nonna in seconde nozze e, alla sua morte, non avendo eredi, ha lasciato ogni suo bene a mia nonna, compresa la cappella.
Il fondatore non aveva eredi diretti e, negli ultimi cinquant’anni, nella cappella sono stati sepolti mia nonna, mio nonno, i miei zii e mia sorella, quindi sempre membri della nostra famiglia.
Alla luce di ciò, vorrei capire:
La cappella può essere considerata a tutti gli effetti una cappella di famiglia della nostra linea parentale?
Mia madre, figlia della titolare originaria (mia nonna), ha diritto al sepolcro?
Mio zio sostiene che mia madre non abbia alcun diritto, se non quello di “pietas”. Vorrei quindi avere un chiarimento ufficiale sulla corretta interpretazione del diritto di sepolcro in questo caso.
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LikeDislikeLa proprietà patrimoniale di una tomba di famiglia niente ha a che fare con il diritto di farcisi seppellire.
La proprietà si può ereditare, il diritto di sepoltura è personale, non ereditabile, e dipende solo dall’essere familiare del fondatore del sepolcro.
Chi siano i familiari lo stabilisce il regolamento di polizia mortuaria o, in assenza, la normativa regionale o in assenza si va per giurisprudenza (1).
Con l’eredità l’erede ha solo l’obbligo di:
– mantenere in stato decoroso la tomba
– evitare pericoli alla pubblica incolumità
– riconsegnare (nel caso di tombe a scadenza) la tomba al Comune alla fine della concessione.
Per inciso, l’erede, come tale, se non è familiare del fondatore, può seppellirsi nella tomba solo dopo che la famiglia si sia estinta utilizzando solo i loculi rimasti vuoti.
Con il subentro nella concessione il Comune individua il responsabile della custodia della tomba, perchè se non fosse reperibile un subentrante la tomba verrebbe dichiarata abbandonata e il Comune la svuota e se ne appropria.
Fratello e sorella sono pari titolo come familiari di un fondatore per quanto riguarda il diritto di sepoltura, per cui è impensabile che uno dei due impedisca all’altro di esercitare un diritto pari al suo.
(1) La Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 15 maggio – 27 settembre 2012, n. 16430, Presidente Triola, Relatore Falschi, ha rammentato l’orientamento costante secondo cui, (…) “in difetto di una diversa volontà del fondatore, il sepolcro deve presumersi destinato sibi familiaeque suae, con la conseguenza che il diritto alla sepoltura va ritenuto spettante, iure sanguinis, a tutti i di lui discendenti ed ai rispettivi coniugi. (…).
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